OCCHIO E ULTRAVIOLETTI


Più della metà dell'irradiazione giornaliera è concentrata tra le 10 e le 14; per cui queste sono le ore dove sarebbe opportuno evitare l'esposizione

Occhio e Radiazioni Ultraviolette

Le radiazioni solari che giungono sulla terra vengono divise in radiazioni visibili e radiazioni invisibili. Queste ultime sono classificate in raggi ultravioletti (UV) e raggi infrarossi (IR).
Tra le radiazioni visibili quelle violetto-blu sono dannose per la retina, mentre gli UV sono tutti pericolosi per il nostro organismo e quindi anche per l'occhio, in particolare per la cornea, per il cristallino e per la retina.
Gli UVC, i più pericolosi perchè considerati letali, vengono arrestati dall'ozono atmosferico, gli UVB filtrano in minima parte, ma sono presenti nelle ore centrali del giorno, mentre gli UVA sono pericolosi per la retina.
La quantità di UV che giunge sino a noi e quindi il grado di pericolosità viene influenzata dalle condizioni ambientali, come dimostrato dagli esempi successivi.
Più della metà dell'irradiazione giornaliera è concentrata tra le 10 e le 14; per cui queste sono le ore dove sarebbe opportuno evitare l'esposizione, soprattutto per i bambini.
In alcune regioni, come l'Australia, lo strato di ozono atmosferico, che trattiene le radiazioni più pericolose, si è fortemente ridotto. Ne consegue una riduzione dell'effetto protettivo. In alta quota gli UV sono maggiori, così come nelle regioni equatoriali. La neve ed il ghiaccio possiedono un elevato indice di riflessione, per cui gli UV possono risultare più dannosi. Le giornate nuvolose ci proteggono maggiormente grazie all'effetto filtro esercitato dalle nuvole e dall'umidità.

COME VIENE DANNEGGIATO L'OCCHIO

Cheratite attinica. I disturbi iniziali sono rappresentati da senso di secchezza e bruciore, potendo poi sfociare in una cheratopatia superficiale con perdita dell'epitelio corneale. La sintomatologia in questi casi peggiora decisamente con comparsa di notevole sensazione di corpo estraneo, intenso fastidio alla luce (fotofobia), dolore mal tollerabile.

Cataratta. Le radiazioni UV sono considerate una concausa nella genesi dei processi ossidativi che portano all'aumento delle proteine insolubili nel cristallino e quindi alla comparsa dell'opacità.

Maculopatia. La macula è la porzione centrale della retina, quella che ci consente di distinguere i più fini dettagli di tutto ciò che osserviamo. Un danno o una malattia di questa struttura altamente specializzata comporta sempre una corrispondente riduzione della vista. Fissare il sole ad occhi aperti può portare ad una vera e propria bruciatura della retina con formazione di un foro maculare e conseguente grave e permanente riduzione visiva. Anche un edema maculare per accumulo di liquido infiammatorio nella macula può essere provocato dall'esposizione alla luce del sole. Il paziente avverte una calo della vista con deformazione delle immagini. In genere regredisce con adeguata terapia, potendo però anche evolvere in un foro maculare.
La Degenerazione maculare senile, la causa più frequente di cecità accertata nel mondo occidentale, è una malattia multifattoriale alla cui genesi concorrono vari fattori, quali l'ipertensione arteriosa, il diabete, il fumo, l'obesità, i disordini alimentari e non ultima un'eccessiva esposizione alla luce solare.
I raggi UV, infatti, provocano la formazione nei tessuti del nostro organismo di molecole, i "radicali liberi", che sono responsabili dell'invecchiamento cellulare attraverso processi ossidativi. Nella retina i prodotti di degradazione delle cellule danneggiate si accumulano formando caratteristici depositi giallastri, drusen maculari. Si parla in questo caso di maculopatia secca o atrofica, che può in seguito evolvere nella maculopatia umida o neovascolare, con formazione di nuovi vasi, che spesso traggono origine proprio dalle drusen.
Tali neovasi, fragilissimi, perdono liquido, provocando così edema maculare. In seguito la loro rottura è responsabile anche di emorragie che risultano altamente invalidanti per la vista.

LA PREVENZIONE

Alimentazione. La macula è ricca di un pigmento, la luteina, che esercita un'azione di filtro nei confronti degli UV, limitandone la penetrazione e di conseguenza gli effetti dannosi.
La luteina ed il suo isomero, zeaxantina, non vengono però prodotti dal nostro organismo, per cui vanno introdotti con gli alimenti, come frutta, vegetali, grano e uovo. Efficaci antiossidanti, che limitano l'accumulo dei radicali liberi nel nostro organismo, sono le vitamine A-C-E, il betacarotene, zinco, selenio; tutte sostanze di cui sono ricchi frutta (arance, albicocche, kiwi) e vegetali (pomodori, carote, peperoni, spinaci, broccoli, lattuga …..).

Protezione con occhiali. La scelta del filtro protettivo ideale non è semplice. Dobbiamo intanto tenere conto che una lente ha il colore dei raggi che lascia passare, per cui sono sicuramente da evitare quelle azzurro-blu che non arrestano le radiazioni visibili violetto-blu, dannose per la retina e per il cristallino.
I filtri grigio e marrone assicurano un assorbimento di circa 85%, per cui sono indicati in una giornata di sole. Non alterando la percezione dei colori, poi preservano la qualità della visione. Il filtro verde assicura un assorbimento minore dei precedenti.
L'occhiale specchiato può arrivare ad un assorbimento del 90%, mentre quello polarizzato al 90-95%, proteggendo anche dalla luce da riverbero, come quella riflessa dalla neve e dal ghiaccio. In caso di nebbia è indicato un filtro giallo che ha una capacità di assorbimento bassa, 10-15%, ma accentua il contrasto.
Il filtro arancione accentua meno il contrasto in presenza di nebbia, però ha un potere di assorbimento del 30-40%.